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L’immagine firma della carriera dell’artista Andy Warhol è sicuramente la Campbell Soup: i barattoli Campbell contengono pomodori in scatola, verdure, gelatine, zuppe, condimenti e carni macinate, la Campbell Soup Company rivoluzionò il modo di pranzare degli americani con un alimento di rapida e facile preparazione, emblema del ritmo della società capitalista che sempre più andava affermandosi, divenuto poi simbolo celebrativo del consumismo di massa.

Bisogna  ricordare  però che  l’ispirazione  nacque in Warhol in maniera diversa, molto più  legata  al cibo ed al suo potere evocativo e sentimentale: una cara amica suggerì a Warhol  di usare come ispirazione soggetti comuni con cui la gente aveva a che fare quotidianamente, come le Campbell’s Soup.

L’artista trovò quest’idea favolosa dal  momento che le lattine facevano parte dei suoi ricordi d’infanzia, in cui la madre realizzava fiori di latta per guadagnare denaro ed Andy Warhol la aiutava ma soprattutto evocava il suo ricordo di mangiarlo ogni giorno mentre viveva in Pennsylvania,  essendo il figlio di immigrati poveri della Slovacchia, ed arrivò  ad associare la zuppa al senso di benessere legato alla madre Julia. Warhol  affermò che la Campbell Soup era il suo lavoro preferito, tanto che dichiarò : “avrei dovuto semplicemente fare  le Campbell’s Soup e continuare a farle perché tutti dipingono comunque”.

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Ma la parte più interessante e poco conosciuta del lavoro di Andy Warhol legato al cibo è un libro di ricette, di un capolavoro che è stato in letargo quasi mezzo secolo : Wild Raspberries, dal titolo del film Wild Strawberries, il libro  ha giaciuto per più di 40 anni, fino a quando il figlio della co autrice Suzie Frankfurt, Jaime, l’ha scoperto nei documenti di sua madre e pubblicato nel 1997.

La storia della nascita e molto affascinante : nella primavera del 1959 la leggendaria arredatrice bohemien Suzie Frankfurt rimase affascinata dal   lavoro di un giovane artista in una delle mostre d’arte che occasionalmente si svolgevano  da Serendipity, a Manhattan; l’artista era Andy Warhol, che in quel periodo stava lavorando come art director presso Doubleday e illustrava libri per bambini. Incuriosita, la Frankfurt ottenne un appuntamento con il giovane Warhol e lo raggiunse nell’appartamento che divideva con la madre, Julia Warhol.

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«Non dimenticherò mai quell’incontro – racconta lei – Andy mi accolse come se ci conoscessimo da anni. Era affascinato in particolar modo dal fatto che fossi cresciuta

a Malibu e che avessi vissuto avendo come vicina di casa Myrna Loy.

Amò anche che fossi una collezionista di gioielli antichi.

Sentii all’istante che saremmo diventati ottimi amici.

Fissammo un incontro per pranzo il giorno dopo, e fu così che iniziò tutto».

I due divennero subito amici  e  il loro rapporto si cimentò quando, un giorno, Warhol andò a casa di Frankfurt per la cena e le portò una rosa d’oro rosso di Tiffany; lei prontamente riempì una bottiglia di Coca Cola con dell’acqua e vi mise la rosa – Warhol ne fu deliziato. Entro l’autunno avevano deciso di collaborare su una serie di libri fatti a mano che schernivano la moda dei libri di cucina francese, popolari nel 1950. Frankfurt scrisse alcune ricette, Warhol li illustrò e sua madre Julia si occupò della calligrafia; dato che tutti i libri dovevano essere colorati a mano assunsero anche quattro ragazzi che vivevano al piano di sopra, ogni pomeriggio scendevano quindi per occuparsi della colorazione e   con questo meticoloso processo vennero prodotti 34 libri. I due autori speravano che i librai di New York li avrebbero inondati i ordini, ma questo non avvenne, e alcune delle copie di questo progetto finirono per diventare regali di Natale per i loro amici.

Cosa che forse è più degna di nota del il libro di cucina in sé è il fatto che il processo produttivo di questo manoscritto è stato un laboratorio con cui Warhol ha perfezionato quello che sarebbe poi stato il cuore dalla sua factory  ; Jaime, il figlio della Frankfurt scrisse in proposito: «Come un grande chef, avrebbe creato l’arte dirigendo una catena di montaggio di assistenti per mettere assieme tutti i pezzi.

Per quanto riguarda le ricette hanno più un aspetto artistico che culinario – chiaramente le ricette non vi aiuteranno con la vostra tecnica culinaria, ma sono indicative di tutta l’opera di Andy: sono immediate… Wild Raspberries, come tutto quando realizzato da Warhol, riguarda il prodotto finito, non il suo ​​processo di creazione».

Ci piace pensare che Warhol  rappresenti il primo food influencer della storia, il primo ad aver associato  le immagini alle ricette in maniera innovativa spostando il focus dalla mera descrizione degli ingredienti  e del procedimento di preparazione, alla potenza ispiratrice  delle immagini, inoltre non è  da sottovalutare il fatto che Warhol  ha associato l’arte alla cucina  dichiarando :  “Credo che sia un artista chiunque sappia fare bene qualcosa; cucinare per esempio” .

Potete ammirare gratuitamente, tra le 80 opere esposte,  una selezione in bianco e nero delle illustrazioni originali  del libro “Wild Raspberries”, fino al 5 maggio 2023 presso “La Vaccheria” il nuovo spazio espositivo di Roma Capitale, situato nel paesaggio urbano contemporaneo dell’Eur, con la mostra “Flesh: Warhol & The Cow. Le opere di Andy Warhol alla Vaccheria” .

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